Atelier Forme — Riposizionamento di una boutique di interior
Dal piccolo studio a brand riconoscibile nel circuito del design milanese: positioning, narrativa e digital strategy per una galleria che dialoga con l'architettura contemporanea.
Atelier Forme è una galleria milanese di interior contemporaneo. Quando ci hanno contattati erano uno studio noto agli addetti ai lavori ma invisibile fuori dal proprio giro. L’ambizione: diventare una boutique di riferimento per architetti, collezionisti e clienti privati italiani ed europei, senza tradire il rigore curatoriale che li distingueva.
La sfida
Atelier Forme aveva un’identità grafica recente ma una narrativa ancora frammentata, divisa tra sito vetrina, comunicati stampa generici e una presenza social discontinua. Mancava una direzione editoriale unica che tenesse insieme tre voci: la galleria fisica, le edizioni limitate prodotte in-house e i progetti di interior commissionati.
La risposta
Abbiamo costruito un positioning attorno a un’unica idea — “abitare la forma” — e l’abbiamo declinata in tre territori narrativi: la galleria come spazio di ricerca, l’edizione come oggetto autoriale, il progetto come abitare condiviso. Dalla narrativa è discesa l’architettura del nuovo sito (editoriale, mai catalogo), un piano editoriale Instagram trimestrale e un sistema di press release dedicato a media tier-1 di settore.
Cosa abbiamo fatto
- Brand strategy e positioning editoriale
- Narrativa e tone of voice multi-canale
- Architettura informativa e direzione editoriale del nuovo sito
- Content e piano editoriale Instagram (12 mesi)
- Ufficio stampa selettivo su design e lifestyle
Risultati
Nei primi nove mesi dal rilancio, Atelier Forme ha registrato un incremento del 180% delle richieste qualificate da architetti d’interni e tre coperture editoriali su testate di settore di riferimento. Più importante della metrica: oggi quando si parla di gallerie milanesi di design contemporaneo, Atelier Forme è una delle voci che vengono nominate.
Lavorare con GO Studio ci ha fatto capire che eravamo già pronti — solo che non lo stavamo dicendo bene. La differenza è stata trovare la direzione, non aggiungere strumenti.
Direttrice creativa, Atelier Forme